Personale ATA
Per la dignità del lavoro nella scuola contro la pratica del precariato
Piera Formilli
I dati diffusi da più fonti sono oramai inconfutabili: nel corso degli ultimi anni il fenomeno del precariato ha assunto dimensioni assolutamente preoccupanti.
È questo uno dei segni di una politica governativa assente, distratta e miope rispetto i pro¬blemi del personale nel mondo della scuola e quindi ai problemi efficacia e di funzionalità del¬lo stesso sistema scolastico.
Il blocco delle assunzioni in ruolo, interrotto solo da quelle elargite con il contagocce lo scor¬so anno, il sempre maggiore gap tra organici di diritto e situazioni di fatto hanno reso esplo¬sivo il fenomeno.
Non ci stancheremo di ripetere che realtà con ben oltre il 20% di docenti e il 30% di perso¬nale ATA a tempo determinato non consentono una efficace programmazione di interventi e di modelli didattici organizzativi, nonché una funzionalità dei servizi a causa di una costante situazione di incertezza e di ricambio delle risorse professionali.
La battaglia che la CISL SCUOLA con le altre OO.SS. confederali ha intrapreso lo scor¬so anno, attraverso iniziative di sciopero e mobilitazione, per ottenere le assunzioni in ruolo ha assunto, in questo contesto, un significato forte proprio perché ha messo in discussione l’o¬biettivo politico espresso attraverso il blocco del reclutamento ed ha indotto il Parlamento a varare una norma precettiva (non solo un o.d.g. come accaduto altre volte), che impone al Ministro dell’istruzione di concerto con Funzione Pubblica ed Economica e Finanze di defini¬re entro il 31 gennaiò 2005 un piano triennale di nomine a tempo indeterminato.
Dopo l’annuncio del Ministro Moratti dello scorso febbraio (già in ritardo sul 31 gennaio) e le innu¬merevoli iniziative di lotta e mobilitazione messe in atto dalle 00.88. confederali ancora tutto tace.
Abbiamo sfidato il Ministro a passare dalle parole ai fatti, abbiamo denunciato le trappole contenute in atteggiamen¬ti ammiccanti al personale precario ma che in realtà facevano passare i precari come responsabili dello sforamento della spesa pubblica, ma ancora tutto tace.
8i è parlato di richiesta di autorizzazioni al Ministero dell’Economia, di piani consistenti che ipotizzavano addirit¬tura 200.000 assunzioni.
In realtà fino ad ora non si è messo concretamente in atto nessuna procedura per realizzare l’obiettivo.
Invece si fa avanti un problema, per così dire tecnico: la leg¬ge 143 prevede che lo schema di decreto sia trasmesso al¬le Camere per acquisire entro 30gg il parere delle commis¬sioni competenti; oggi ci si accorge che non ci sono i tem¬pi tecnici per lo svolgimento della procedura entro le sca¬denze previste per le assunzioni in ruolo (31 luglio). Quindi si va alla ricerca di strumenti giuridicamente validi per prov¬vedere e si avanza l’ipotesi di un decreto legge.
Non è serio che un Governo che dispone di tutti gli stru¬menti giuridici ricorra ad interventi straordinari per assolve¬re un suo dovere.
Bisogna valorizzare:il personale Ata
DI ANroNELLO LACCHEI ,] I nizia l’anno scolastico e il mi¬nistro è ottimista, noi un po’ meno. I problemi sono sotto gli occhi di tutti e unà loro sottova¬lutazione non aiuta certamente a risolverli. Potemmo affermare che il regolare avvio dell’anno scolastico è garantito dalla stràordinària professionalità dei lavoratori’ della scuola, nono¬stante le approssimazioni della riforma. Restano inoltre insolu¬ti i problemi del personalff Ata che eQue il rischio di margina¬lizzazione jgnorato dalle pole¬miche sullà riforma che riguar¬ dano sopratutto docenti, alunni, e’famiglie e schiacciato da una politica miope sugli ‘organici e dall’assenza di progetto di rior¬ganizzazione del Miur. Anche la formazione, che potrebbe rap¬presentare l’occasione per in¬vertire la tendenza, rischia di es¬sere gestita in modo burocratico e senza la certezza di sbocchi pro¬fessionali La Dil è convinta che per affrontare e risolvere ledif¬ficoltà e le incertezze che il per¬sonale incontra occorre un con¬ fronto vero con il sindacato. In questò scenàrio si colloca la -¬ trattativa per il biennio economi¬co che è in dirittura d’arrivo; la nostra volontà è di chiudere rapi¬damente, utilizzando immediata¬menteJe risorse disponibili per attuare la valorizzazione del per¬sonale amministrativo tecnico e ausiliàrio prevista dal contratto. Lacarrlera, infatti, deverappre- . sentare una concreta opportunità per tutti i lavoratori Ataed è per – questo che chiediamo conforza la ripresa e la conclusione dell’ac¬cordo con il Miur sui passaggi di qualifica. Dopo la manifestazione di Tra¬stevere del 13 maggio, «La Dil dalla parte degli Ata, protagoni¬sti della scuola che cambia», che ha sintetizzato le istanze raccolte negli attivi di settore e le proposte che ne sono derivate, la Dil inten¬de riportare le problematiche connesse a questo settore al cen¬tro del dibattito sull’assetto della scuo1a dell’autonomia, schièran¬dosi dalla parte dei lavoratori e per la loro valorizzazione profes¬sionale ed economica. Per ottenere questo risultato è necessariorilanciare la ver¬tenza specifica sui temi che ci siamo dati: . rideterminazione degli orga¬ ¬ nici;. , . passaggi di qualifica dall’area A allaB é alla As e dalla B alla C; . un tecnico in ogni scuola; ¬ ~r i Dsga autonomia dal diri¬ gente, scolastico, organizzazione flessibile e autonoma dell’oràrio, trasformazione e rivalutazione dell’indennità di amministrazio¬ne in indennità di direzione; . .formazione e qualificazione per tutti; , . . piano straordinario di immis¬ sioni.in ruolo; – , È inoltre necessario rafforzare l’unità dei servizi che è la possibi¬le risposta ài problemi di coordi¬namento edi flessibilità richiesti dalla scuola dell’autonomia. La-’ vorare in gruppo, anche svolgen¬do mansioni diverse, comporta un diverso sistema di relazioni e ne¬cessita di una maggiore consape¬vole:l;za e cQndivisione degliobiet¬tivi da parte dei lavoratori inte¬ressati. In questo quadro giocano un ruolo decisivo la rsu e la con¬trattazione di scuola che sono i veri strumenti partecipativi di gestione della scuola. Per il perso¬nale Ata essi rappresentano, piùche per i docenti, una sede in èui individuare soluzioni ài problemi di organizzazione del lavoro.