IL CONVITTO
lità sono precisate dall’Art. 1 del Regolamento: “… oltre ad essere l’istituzione che assicura il carattere residenziale dei corsi di studio, rappresenta un mezzo particolarmente idoneo a rendere più proficui sia l’insegnamento sia l’opera educativa di formazione umana e professionale degli allievi.” La conduzione del Convitto è affidata a personale specializzato che copre tutte le necessità della vita convittuale: cuochi, aiuto-cuochi, infermiere, guardarobiere, accudienti, custodi, mentre l’educazione degli studenti è affidata agli educatori diretti da un coordinatore.
Poichè il Convitto è parte integrante dell’Istituto al quale è annesso a norma dell’Art. 20 della legge 20 giugno 1931, n. 889, il Preside dell’Istituto è preposto alla sua sovraintendenza. Affinchè il convittore possa beneficiare anche delle fonti educative cosiddette parallele, è previsto il rientro in famiglia il sabato, e l’uscita nel pomeriggio, secondo un orario compatibile con le lezioni e con le esigenze della vita convittuale.
Il servizio sanitario è affidato dal Consiglio di Istituto ad un medico che, oltre a curare i convittori quando se ne presenta la necessità, visita gli stessi all’atto dell’ammissione in Convitto e li segue, coadiuvato da un infermiere, durante l’intero anno scolastico.
La retta mensile, fissata dal Consiglio di Istituto, comprende: il vitto, l’alloggio, le visite del sanitario, lavatura, stiratura e rammendo degli effetti personali.
Il menù, quando è possibile, è costituito da alimenti prodotti dall’azienda agraria dell’Istituto e viene formulato in base alle indicazioni fornite dalle tabelle nutrizionali.
La cucina, ampia e attrezzata, distribuisce le vivande attraverso un praticissimo self-service di capienza operativa superiore di gran lunga alle necessità del Convitto.
La maggiore capienza viene utilizzata per ammettere a mensa un buon numero di studenti pendolari che hanno lezione il pomeriggio onde favorire o addirittura permettere la loro frequenza alle lezioni. La qualità della vita che si svolge tra le mura del Convitto è essenzialmente dovuta, non tanto alle strutture esistenti, quanto alla professionalità del personale educativo al quale è affidato il difficile compito di seguire i convittori nel corso della loro giornata. Essi svolgono un ruolo primario: partecipando alla vita quotidiana dei ragazzi, cercano di capire i loro problemi, li aiutano nelle difficoltà dello studio, creano, in una parola, quel clima di reciproca fiducia che è alla base di ogni costruttivo rapporto sociale.
La conferma a quanto asserito viene dagli ex allievi che dopo cinque anni trascorsi in Convitto, tornano a salutare il personale della scuola e a rivedere luoghi dove hanno maturato quelle capacità e competenze utili per inserirsi nella società.